Colesterolo

Colesterolo, cosa sapere

Il 50% della popolazione adulta è a rischio. Questo è il monito a causa del colesterolo “alto”.

L’iperlipidemia, nome scientifico del problema dovuto all’eccesso di colesterolo, è riconosciuta come una delle cause principali di morte per malattie coronariche.

Con tale termine viene definito un eccessivo livello plasmatico di colesterolo e di lipoproteine trasportatrici di trigliceridi:

  • nei paesi occidentali ne sono colpiti circa il 15-20% della popolazione.

Ma anche livelli poco superiori a quelli considerati ottimali sono legati ad un aumentato rischio di infarto del miocardio, ecco l’origine della definizione secondo cui il 50% della popolazione adulta è a rischio.

Particolarmente rischiosi sono gli alti livelli di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), che possono dipendere da difetti metabolici, generalmente ereditari, oppure da una eccessiva introduzione di colesterolo con l’alimentazione.

Piuttosto che sui livelli totali, l’orientamento attuale focalizza l’attenzione sul colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, esso è legato alle lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoproteins).

Sappiamo infatti che il tipo LDL favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche mentre il quello HDL, detto “colesterolo buono”, cioè quello legato alle lipoproteine ad alta densità (High Density Lipoproteins), svolge anzi un’azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari.

L’eccesso di questa sostanza nei vasi sanguigni forma delle placche che provocano il restringimento e di conseguenza vanno a ridurne la circolazione. Su queste placche vanno a depositarsi anche le piastrine del sangue con formazione di coaguli, fino al completo arresto del flusso sanguigno.

Tuttavia la malattia non si avverte per lungo tempo, fino a quando i danni non sono ormai consolidati: da qui l’importanza di eseguire dei controlli.

Gli organi maggiormente colpiti dalla insufficiente irrorazione sanguigna, tipica dell’aterosclerosi, sono i seguenti:

  • Cuore: la carente irrorazione sanguigna del cuore si può manifestare:
    a) con dolore persistente al centro del petto (angina pectoris);
    b) con dolore acuto che si propaga al collo, alla spalla e al braccio sinistro (infarto del miocardio);
  • Cervello: si può manifestare con paralisi più o meno estese al viso e agli arti, con difficoltà nel linguaggio o con vertigini;
  • Reni: si manifesta fondamentalmente con ipertensione;
  • Gambe e braccia: si manifesta generalmente con crampi dolorosi ai muscoli del polpaccio e/o della coscia anche senza eseguire particolari sforzi.

Anche se non ci sono i sintomi è molto facile comprendere se lo si ha troppo alto; basta un esame del sangue.

Controllarlo sin dai 20 anni e poi con una cadenza ogni 5 sarebbe molto importante soprattutto in caso di predisposizione familiare all’ipercolesterolemia.

Questo link vi porta alle pagine dell’OMS in cui si trattano i disagi cardiovascolari:

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