Ginkgo Biloba

Ginkgo biloba, un fossile vivente

Ginkgo biloba, così la definì Linneo nel 1771 ed è l’unica specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae. La loro origine è datata circa 250 milioni di anni fa, nel Permiano e questo è il motivo per cui è considerato un fossile vivente. In termini scientifici è una specie relitta.

Appartiene alle Gimnosperme, i semi sono coperti da un involucro carnoso e a forma di albicocca e questo è il motivo del suo nome. Il termine “ginkgo” deriva dal giapponese Yin-kuo, che significa albicocca d’oro; “biloba” si riferisce invece alla forma della foglia, più o meno bilobata.

La Ginkgo biloba oltre ad essere considerata la pianta più vecchia e longeva presente sulla faccia della Terra, può raggiungere i 1000 anni di vita. Per questo motivo in Giappone è considerato sacro, piantumato nelle vicinanze dei templi. Questo il motivo per cui si pensa che si sia preservata.

L’albero di Ginkgo biloba raggiunge anche i 40 m, ha una chioma larga fino a 9 m. Ha corteccia liscia e di color argento nelle piante giovani, di colore grigio-brunastro negli esemplari maturi con la polpa di legno interna di colore giallo. Tra i suoi usi ornamentali abbiamo la creazione di cortine frangivento, l’ottima resa come bonsai e grazie alla sua resistenza agli inquinanti metropolitani trova facile uso come arredo urbano.

Il vero protagonista in ambito terapeutico è il Ginkgo che è dato dalle foglie di Ginkgo biloba purificato dagli acidi ginkgolici, agenti potenzialmente allergenici e tossici. Purtroppo può avere anche degli effetti collaterali: l’ingestione dei frutti e dei semi provoca reazioni allergiche, disturbi dell’apparato digerente, respiratorio e circolatorio. I semi, in modo particolare, possono provocare gravi intossicazioni alimentari. E’ sconsigliato l’utilizzo in gravidanza ed in allattamento poiché può interferire con i processi di coagulazione del sangue.

Le principali indicazioni terapeutiche, come indicato nel claim ministeriale, sono:

  • Antiossidante
  • Memoria e funzioni cognitive.
  • Normale circolazione del sangue.
  • Funzionalità del microcircolo.

Possiamo applicare i suoi benefici come supporto alle insufficienze venose degli arti inferiori, disturbi della permeabilità capillare, deficit della circolazione arteriosa, disturbi della concentrazione. A seguire gli effetti postivi sulla memoria e sull’apprendimento. È particolarmente ricco di antiossidanti che inattivano i radicali liberi “effetto anti-age”, può prevenire aterosclerosi ed il danno ischemico, ha proprietà antinfiammatorie e neuro protettive, ed è utile nel trattamento di vertigine e ronzio auricolare. Aiuta a diminuire i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress.

L’utilizzo di estratti migliora i parametri patologici delle sindromi metaboliche e potrebbe perciò rappresentare una terapia di supporto, perché si è dimostrato in grado di migliorare il profilo lipidico, favorendo la riduzione di placche arteriosclerotiche e contrastare l’insulino resistenza. I costituenti principali delle foglie sono i flavonoidi come kampferolo, quercetina, isoramnetina, acido cumarico, catechine, proantocianidine noti ed apprezzati antiossidanti.

I flavonoidi neutralizzano i radicali liberi che sono tra le maggiori insidie allo stato di buona salute. Se prodotti in eccesso a causa di inquinamento e stile di vita scorretto, i radicali liberi, accelerano i processi di invecchiamento ed il normale deterioramento del corpo che li accompagna; possono inoltre favorire la comparsa di malattie dal peso sociale rilevante, come patologie degenerative ed alcune forme tumorali.

Componenti tipici del Ginkgo biloba, ma anche di molte altre piante (tè verde, centella asiatica, curcuma, cardo mariano), i flavonoidi esercitano un’azione positiva anche a livello della rete capillare, diminuendo la permeabilità ed aumentando il tono della parete del vaso sanguigno.

Per queste attività vengono utilizzati nei disturbi della circolazione periferica:

  • varici o vene varicose,
  • cellulite,
  • problemi di ritenzione idrica,
  • claudicatio intermittens.

Viene consigliato ai giovani per aumentare le capacità cerebrali e negli anziani come preventivo del morbo di Alzhaimer e della demenza senile. Inoltre ha attività inibente l’aggregazione delle piastrine, svolge un’azione antiallergica riducendo la liberazione di istamina e contrasta il restringimento dei bronchi. È indicato nel trattamento dell’insufficienza venosa perciò ha un ruolo consolidato nella cura dell’arteriopatia periferica degli arti inferiori, nei disturbi del circolo cerebrale, come la vasculopatia arteriosclerotica.

È utile anche nel contrastare la fragilità capillare a livello di cute e mucose, in caso di emorroidi e dei problemi di circolazione nell’occhio. Infine, è usato per trattare diminuzioni dell’udito, vertigini e ronzii. In cosmetica viene utilizzato, applicato a livello topico, per ripristinare il giusto equilibrio lipidico nelle pelli secche e screpolate.

No Comments

Post A Comment

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi