Infiammazione cronica

Infiammazione cronica

Con l’infiammazione cronica si attiva uno stato infiammatorio perenne, di bassa intensità, ma prolungato nel tempo che porta all’indebolimento del sistema immunitario.

Ora che abbiamo capito la differenza tra infiammazione acuta e infiammazione cronica silente approfondiamo come quest’ultima si inneschi e in seguito a quali eventi.

Fra gli agenti riconosciuti come attivatori dello stato infiammatorio silente gli studiosi hanno riconosciuto:

  • agenti estranei che invadono l’organismo
  • inquinamento ambientale
  • pesticidi ed erbicidi
  • stress
  • abuso di farmaci e soprattutto antibiotici

La malattia insorge quando il sistema immunitario, in seguito ad attacchi ripetuti, reagisce con uno stato infiammatorio cronico, di basso grado, silente e asintomatico. È la fase in cui con una forte e prolungata prevenzione e la radicale modificazione dell’alimentazione si può arrestare l’evoluzione verso lo stato di aggravamento della patologia.

Alcune implicazioni dell’infiammazione silente cronica sono state riscontrate da alcuni studiosi in diversi stadi tumorali, come se l’attività flogistica fosse elemento cancerogeno. In seguito all’approfondimento del meccanismo patologico, sia nella sua origine che nel suo divenire si sono scoperti elementi di contiguità con malattie molto diffuse come:

  • Infarto, Ictus
  • Diabete, Dislipidemie e Dismetabolismo
  • Malattie autoimmunitarie
  • Dermatiti croniche come psoriasi, cellulite, lichen
  • Allergie, intolleranze
  • Malattia di Alzheimer, Depressione
  • Malattie cardiovascolari
  • Artrite
  • Osteoporosi
  • Fibromialgia
  • Disfunzione erettile, riduzione della libido
  • Malattie respiratorie croniche

L’infiammazione silente è una reazione di difesa espressa dall’aumento nel sangue di alcuni ormoni pro-infiammatori: Eicosanoidi, Insulina, Cortisolo. Vediamoli uno per uno.

Eicosanoidi

Gli eicosanoidi sono ormoni prodotti da ogni cellula del corpo che, riversandosi nel torrente circolatorio, regolano le funzioni del sistema immunitario, cervello e cuore. A seconda delle necessità sono di due tipi:

  • proinfianmmatori: prevalgono nella fase iniziale di difesa attiva come durante un’infezione, un’artrite, l’asma.
  • antinfiammatori: azione opposta, soppressiva, per spegnere l’infiammazione iniziale di difesa e portare alla guarigione.

L’alimentazione modifica o previene lo squilibrio proinfiammatorio. Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga, presenti nell’olio di pesce, riducono gli eicosanoidi proinfiammatori, mentre gli acidi grassi omega-6, che si trovano in alte concentrazioni nell’olio di mais, soia, girasole, aumentano la produzione di eicosanoidi pro-infiammatori.

Oggi mangiamo molti cibi ricchi in omega-6 rispetto quelli contenenti omega-3, con un rapporto vicino al 20 a 1. Troppo alto. 80 anni fa era di 2 a 1! Più cibi consumiamo ricchi in omega-6 più acido arachidonico (AA) si forma. Si attiva così la serie proinfiammatoria degli eicosanoidi (leucotrieni). Saranno loro i responsabili del dolore reumatico infiammatorio, con gonfiore e rossore associati. La farmacologia tradizionale produce antinfiammatori per bloccare la produzione (anti-leucotrieni, anti-PgE2, antiCox2). In modo più naturale utilizzeremo il cibo, ricco in acidi omega-3, per aumentare gli eicosanoidi della serie antinfiammatoria.

Insulina

L’insulina è l’ormone che, regolando la concentrazione della glicemia, permette l’adeguata distribuzione di glucosio nelle cellule tissutali. L’eccesso sarà accumulato, sotto forma di trigliceridi, nel tessuto adiposo. L’alimentazione squilibrata verso i carboidrati, specie se raffinati, crea una iperproduzione di insulina con soggetti sempre più affamati, diabetici, obesi.

L’aumento dell’insulina incrementa la produzione di acido arachidonico, starter dell’infiammazione silente. Nel tessuto adiposo troveremo cellule infiammatorie, come l’interleuchina-6 (IL-6) e aumento della PCR.

Cortisolo

Il cortisolo è l’ormone dello stress, è elevato nei soggetti sotto tensione continua. Nell’infiammazione silente la corteccia surrenalica aumenterà la produzione del cortisolo, per contrastare l’eccesso di eicosanoidi proinfiammatori. È la tipica ipercortisolemia del soggetto stressato cronico. Vediamo le ripercussioni sull’organismo:

  • aumento dell’insulino-resistenza con tendenza a problemi di peso
  • diabete
  • stato cognitivo compromesso, confusione sino all’ottundimento
  • ipofunzionalità della ghiandola tiroide
  • iporeattività del sistema immunitario con facilità ad ammalarsi o a recidive infettive
  • osteopenia sino all’osteoporosi
  • dismetabolismo, ipertensione arteriosa.

Nelle settimane precedenti abbiamo trattato:

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