La Fatica rimedi

La Fatica rimedi

Ripartendo dalla consapevolezza di agire su più livelli, per rimediare alla fatica, ripristinando le condizioni fisiche e mentali, come abbiamo detto nell’articolo La Fatica, facendole tendere all’ottimale, ovvero:

  • offrendo riposo al corpo per l’eliminazione delle tossine in circolo,
  • rifornendo l’organismo di energia tramite i macronutrienti,
  • definendo i propri standard corporei,

è necessario ampliare lo sguardo cercando di essere preparati per quelle situazioni in cui ci è richiesto uno sforzo in più.

Ovviamente ciò è possibile solo quando abbiamo ancora dell’energia accumulata spendibile altrimenti questa azione catalizzatrice non troverebbe alcun carburante da trasformare e dare in pasto ai nostri sistemi, muscolari e neurologici. Questi agenti catalizzatori sono i tonici adattogeni.

Nella medicina moderna si è innestato il concetto di adattogeno da un periodo di tempo veramente esiguo, solo negli ultimi 70 anni infatti abbiamo assistito al fenomeno dell’approfondimento dello studio di queste particolari molecole contenute in diversi fitofarmaci. Per potersi definire adattogena una sostanza deve avere 3 qualità:

  • Essere assolutamente atossica.
  • Deve adattarsi alla risposta in funzione dello stimolo di stress fisico, chimico o biologico che sia, a cui l’organismo viene sottoposto. Questa risposta NON deve produrre una risposta univoca, quindi limitativa, nel corpo.
  • L’obiettivo da raggiungere è l’omeostasi ovvero l’equilibrio salutare.

“Gli adattogeni sono generalmente piante o estratti vegetali che aumentano la capacità dei substrati biologici di adattarsi a particolari tensioni e di bilanciare i cambiamenti e le alterazioni endocrine nella funzione immunitaria.” (Brekhman & Dardymov, 1969).

La natura, madre e amica, come sempre ci viene in aiuto con elementi che secolarmente sono conosciuti per le proprie capacità integrative e curative. Alcune hanno radici profonde nelle culture millenarie del centro America o di quello che veniva chiamato il lontano oriente e si sono ritagliate degli spazi anche nella cultura occidentale per gli innegabili vantaggi a livello fisiologico.

Un mix, pensato, ponderato e infine testato agisce nel nostro organismo come una piccola spinta aggiuntiva, come il bottone rosso per avere più potenza nel motore come nei cari film americani. Spiegazione poco scientifica ma molto chiara.

Le Star fitoterapiche che non possono mancare in questo cocktail di energia sono:

  • Eleuterococco, Eleutherococcus senticosus
  • Ginseng, Panax ginseng
  • Fillanto, Phyllanthus amarus
  • Guaranà, Paullinia cupana
  • Maca, Lepidium meyenii

Vediamo una per una le caratteristiche principali.

L’Eleuterococco è tradizionalmente ritenuto la pianta dello sportivo, ma negli ultimi anni la maggior parte degli studi di carattere farmacologico e clinico ha confermato ed evidenziato un’importante attività immunostimolante.

Il Ginseng migliora la vigilanza e lo stato di benessere psicofisico; in uno studio a doppio cieco contro placebo è stato dimostrato un miglioramento della capacità di calcolo aritmetico, della deduzione logica, dell’attenzione, del tempo di reazione e della sensazione di benessere, alleviando la stanchezza.

Le proprietà del Fillanto, vista la presenza di alcaloidi, bioflavonoidi e tannini ha diverse proprietà fondamentali come: drenante epatico e renale, antinfiammatorio delle prime vie aeree, antimicrobico delle vie urinarie e dell’intestino, analgesico in quanto antispasmodico gastrico, e contrasta l’eccesso di sete, cicatrizzante per ferite, ulcere, ragadi.

Al Guaranà sono attribuite proprietà stimolanti analoghe a quelle ascritte al caffè. Non a caso, tale attività è imputata proprio alla caffeina contenuta in entrambe le piante. Questa molecola, infatti, è una metilxantina che agisce a livello sia del sistema nervoso centrale, sia del sistema cardiocircolatorio, esplicando su di essi un’azione eccitante attraverso un meccanismo d’inibizione dei recettori dell’adenosina.

Alla Maca spetta il primato di essere per la sua capacità di aumentare le capacità di adattamento dell’organismo sottoposto ad agenti stressanti di varia natura (fisici, psichici, lavorativi, sportivi, patologici ecc.), evitando i danni che possono scaturire da tali condizioni senza causare importanti effetti collaterali.

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