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Vasaven

Nelle settimane precedenti abbiamo scritto Gambe Gonfie, di Microcircolo, e di un valido rimedio, la Bromelina.

A volte i sintomi sono trascurabili e passeggeri ma quando intervengono a modificare il normale andamento quotidiano sentiamo la necessità di porvi rimedio.

Ecco quindi che presentiamo il nostro VASAVEN e i suoi componenti.

Gli elementi di origine naturale che lo compongono daranno sollievo riportandoci nella condizione di benessere, condizione alla quale ognuno di noi aspira.

Il nostro VASAVEN si presenta come un integratore alimentare in barattolo contenente 30 compresse.

L’assunzione consigliata di VASAVEN è di una compressa al giorno ma in fase preparatoria o acuta la dose va raddoppiata.

Bisogna sottolineare con massima attenzione che se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici è assolutamente necessario consultare il medico prima di assumere il prodotto.

Questa particolare attenzione trova la sua spiegazione nella presenza del Meliloto.

Altre avvertenze sono necessarie quando si utilizza un integratore alimentare ed elenchiamo quelle relative a VASAVEN.

  • Si sconsiglia l’uso del prodotto durante l’allattamento.
  • Non assumere durante la gravidanza.
  • Contiene salicilati.
  • Il prodotto va utilizzato nell’ambito di una dieta variata ed equilibrata seguendo uno stile di vita sano.
  • Non eccedere le dosi giornaliere raccomandate.
  • Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.

La composizione di VASAVEN

Ananas gambo E.S.

Proprietà: Il gambo d’ananas, molto ricco di bromelina, enzima proteolitico glicoproteico, si è dimostrato capace di controllare gli edemi sia di tipo post-traumatico che di origine infiammatoria (come ad esempio l’infiltrazione cellulitica). La bromelina agisce con meccanismo proteolitico sulla fibrina facilitando il drenaggio del focolaio infiammatorio e il riassorbimento del travaso emorragico. L’azione diuretica è dovuta alla presenza di acidi organici. Il gambo d’ananas presenta pure una certa azione antiaggregante piastrinica.

Impiego: le proprietà diuretica, antiinfiammatoria, antiedemigena, proteolitica, disintossicante confermano l’efficacia di impiego nella cellulite, nella ritenzione idrica, come coadiuvante nelle terapie dimagranti nonché come digestivo nelle dispepsie da carenza di succhi digestivi.

Studi Tossicologici: le ricerche tossicologiche confermano che il gambo di ananas non presenta alcuna tossicità alle dosi consigliate.

Avvertenze: il prodotto non deve essere somministrato ai malati di emofilia e neppure in casi di epatopatie e nefropatie gravi.


Ippocastano corteccia E.S.

Proprietà: Il fitocomplesso Ippocastano presenta un particolare tropismo verso il sistema venoso, linfatico e la corteccia surrenale: l’azione salutare manifestata risulta dalla sinergia tra escina, esculina e frazione flavonolica.

  • Azione vasocostrittrice: l’escina agisce come un potente vasocostrittore periferico senza indurre ipertensione ma aumentandola diuresi con escrezione di sodio e cloruri. Grazie all’aumento del tono venoso, le varici dilatate e tortuose si restringono e il loro percorso tende a distendersi.
  • Azione sul microcircolo: l’escina è in grado di diminuire sia il numero che il diametro dei «pori» delle pareti capillari arteriose riducendo il passaggio di liquidi dal capillare ai tessuti (essudazione). Rimane invece inalterato il riassorbimento di liquidi attraverso i capillari venosi manifestando così un drenaggio del liquido edematoso. Vengono così riassorbiti anche i metaboliti tossici capaci di generare dolore locale. L’azione dell’escina è sinergizzata dall’azione vitaminica P dei glicosidi flavonolici presenti: il loro effetto capillarotropo si manifesta con una riduzione della permeabilità e della fragilità capillare.
  • Azione antiinfiammatoria-antiedemigena: nella corteccia surrenale l’escina viene trasformata in una sostanza ad attività simil corticoide svolgendo una notevole azione riparatrice in edemi ed ematomi di origine traumatica o allergica.

Impiego: insufficienza venosa cronica che si manifesta con edemi, dolore o pesantezza gli arti inferiori, crampi al polpaccio, prurito; edemi post-traumatici.

Studi tossicologici: per via orale la frazione saponosidica dell’E.S. di ippocastano viene assorbita lentamente così da annullare la potenziale azione emolitica dell’escina.

Avvertenze: Raramente, a dosi superiori a quelle consigliate, può provocare irritazione gastrointestinale.


Rutina

Proprietà: La rutina è un bioflavonoide, nello specifico si tratta di un eteroside flavonolico, dotato di una specifica azione capillaro-protettiva (azione vitaminica P), flebotonica e antiossidante, in grado di sinergizzare l’azione flebotonica dell’ippocastano. Viene estratta da Sophora japonica, grano saraceno e Dimorphandra mollis.

Impiego: insufficienza venosa, fragilità capillare.

Studi tossicologici: le ricerche tossicologiche confermano che l’integrazione con bioflavonoidi fino ad 1 g al giorno è sicura.

Avvertenze: non assumere durante la gravidanza.


Meliloto E.S.

Proprietà: Gli effetti del Meliloto si estrinsecano con azioni antinfiammatorie ed antiedematose. Attivo anche sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni, aumenta il flusso venoso, diminuisce la permeabilità capillare, inverte la vasocostrizione da adrenalina, esercita un’azione favorevole sull’ischemia cardiaca, aumenta il flusso linfatico, accelera il riassorbimento degli edemi conseguenti da tromboflebite.

Impiego: tradizionalmente utilizzato in fitoterapia, nelle manifestazioni soggettive dell’insufficienza emorroidaria, nel trattamento dei sintomi in rapporto con l’insufficienza veno-linfatica (pesantezza alle gambe, edemi) e nel trattamento della crisi emorroidaria, manifestazioni abituali dell’insufficienza vascolare, sia a titolo terapeutico che profilattico.

Studi Tossicologici: le ricerche tossicologiche confermano che il Meliloto non presenta alcuna tossicità alle dosi consigliate.


Ginkgo biloba foglie E.S.

Proprietà: L’impiego tradizionale della Ginkgo biloba è legato alle sue note proprietà vasoattive, specialmente nei confronti della microcircolazione cerebrale. Recentemente si è scoperto che l’attività farmacologica è legata all’azione anti-PAF (Platelet Activating Factor). I derivati terpenici, ginkgolidi, si sono dimostrati infatti dei potenti antagonisti del PAF, inibendone il legame coi recettori specifici. Il PAF è 1000 volte più potente dell’istamina nel favorire la liberazione di leucotrieni ed altri fattori pro-infiammatori da parte degli eosinofili, tali sostanze, favorendo l’aggregazione piastrinica, sono responsabili della bronco costrizione asmatica, della vasocostrizione coronarica e sono implicati nella genesi di affezioni quali l’aterosclerosi e le trombosi arteriose. La Ginkgo biloba apporta un notevole sollievo nel trattamento delle allergie. Contribuiscono notevolmente a queste azioni anche la presenza di flavonoidi, capaci di proteggere l’endotelio vasale, di favorire il drenaggio biliare riducendo così l’ipercolesterolemia e di aumentare il rilascio di insulina da parte del pancreas favorendo l’utilizzazione del glucosio ematico. I bisflavonoidi hanno inoltre la capacità di bloccare la perossidazione lipidica e i radicali liberi.

Impiego: disturbi della memoria, della concentrazione, dell’umore spesso legati all’invecchiamento del sistema vascolare e delle cellule nervose. Disturbi vascolari, disturbi di natura allergica.

Studi tossicologici: le ricerche tossicologiche confermano che gli estratti di foglie di Ginkgo biloba non presentano alcuna tossicità alle dosi consigliate e non si sono riscontrati effetti secondari.


Mirtillo nero frutti E.S.

Proprietà: I pigmenti antocianici del mirtillo (antocianosidi) svolgono le seguenti attività farmacologiche: rigenerazione della porpora visiva, protezione della tunica vasale arteriosa e venosa, aumento della resistenza capillare, protezione della permeabilità capillare, antiinfiammatoria, antiulcera, antiaggregante piastrinica, antisclerotica. L’azione vaso protettiva, ritenuta vitaminoP-simile, si esplica specialmente a livello della microcircolazione ed è per diversi aspetti confrontabile con quella dei bioflavonoidi (che costituiscono appunto il complesso vitaminico P). L’insieme delle azioni sopraelencate è difficilmente imputabile ad un unico meccanismo d’azione: senz’altro il mirtillo è capace di :

  • influenzare le strutture e le funzioni delle membrane cellulari mediante interazione con i fosfolipidi, con enzimi, con le pompe ioniche;
  • stimolare la sintesi dei mucopolisaccaridi;
  • controllare la sintesi endoteliale di sostanze prostaciclino-simili.

Recentemente sono stati indagati altri specifici meccanismi d’azione, spesso in comune con altri derivati polifenolici quali i tannini di cui il mirtillo è pure ricco, fra questi vanno sottolineati i seguenti:

  • attività “scavenger” (letteralmente: spazzino) dell’anione superossido: lo ione superossido è ritenuto responsabile di diversi processi patologici (in particolare danni da ischemia, cataratta, diabete), tale attività viene espletata dai derivati flavonici, antocianici e tannici;
  • attività inibitrice della elastasi: l’elastasi è un enzima proteolitico capace di degradare il tessuto connettivo e le fibre elastiche, tipici fenomeni implicati nei processi infiammatori, tale attività è inibita particolarmente dal mirtillo e dalla vite rossa;
  • attività inibitrice della aldosoreduttasi: l’aldosoreduttasi, diffusa un po’ ovunque nell’organismo, catalizza principalmente la riduzione da glucosio a sorbitolo causando nei soggetti iperglicemici (diabetici, obesi etc.) un accumulo di sorbitolo nel cristallino, nei nervi, nella retina e nei reni, responsabile di una serie di complicazioni in tali distretti: rispettivamente cataratta, neuropatie, retinopatie e nefropatie; gli antocianosidi del mirtillo hanno recentemente dimostrato una notevole capacità di inibire tale enzima e la notevole sicurezza d’uso ne permette l’impiego a tempo indeterminato.

La mirtillina possiede anche attività antibatterica, specialmente nei confronti di batteri responsabili di infezioni intestinali (colibacilli etc.), che unitamente all’azione astringente dei tannini fanno del mirtillo un buon rimedio antidiarroico.

Impiego: disturbi visivi, in particolare nelle difficoltà di adattamento e di percezione visiva in condizioni di luce crepuscolare o notturna, nelle malattie della retina dovute a deficit della microcircolazione (in particolare nella retinopatia diabetica), glaucoma, nella miopia progressiva fragilità capillare.

Studi tossicologici: Tutte le ricerche tossicologiche confermano che i frutti di mirtillo nero ed i loro estratti non presentano alcuna tossicità a dosi terapeutiche ed hanno una notevole sicurezza d’uso. Non sono note controindicazioni né effetti collaterali.

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